Dalle scelte di Massimo Costa dipenderà il futuro di molte agenzie italiane del gruppo WPP. Gli è stato offerto il ruolo di Country Manager ma lui non vuole mollare il controllo di Young&Rubicam. Senza quell’incarico perderebbe buona parte del potere dovuto al suo rapporto diretto con i clienti. Però gli altri capetti d’agenzia non vedono di buon occhio il doppio incarico, ritengono di essere penalizzati da un capo che è allo stesso tempo un concorrente.
Vedremo cosa succederà. Ma se alla fine Costa accetterà l’incarico di Country Manager, almeno come sembra, si troverà costretto a razionalizzare diverse agenzie. Quante di queste infatti stanno andando bene? United, Youn&Rubicam… ma le altre?
Partiamo da United: a quanto pare avrebbe rifiutato in passato di unirsi a JWT, ma alla fine potrebbe anche fondersi con Ogilvy. La soluzione è meno bizzarra di quanto potrebbe apparire: da una parte c’è un’agenzia con un profilo creativo d’eccellenza, dall’altra un vero network internazionale che può portare budget interessanti. Ovvio che la fusione comporterebbe conseguenze, anche ai piani alti: quanti direttori creativi di Ogilvy sopravviverebbero? Forse quello più al riparo dai rischi è il reparto digital dato che su questo Ogilvy ha scommesso fortemente nel passato mentre United ha cominciato a investirci da poco.
Un altro interrogativo riguarda JWT: la fusione con RMG non è ancora stata fatta a tutti gli effetti, forse a causa di conflittualità fra i clienti, ma non dovrebbe tardare molto. E fin qui tutto ok. Il problema è capire che fine faranno le eventuali figure doppie.
Il futuro insomma è ancora abbastanza confuso. È solo auspicabile che tali fusioni non si porteranno appresso una serie di aree di efficienza, come le chiama Usuelli.
Tanti saluti da Bad Avenue.
D. D.

Questo terremoto favorirà le piccole strutture di comunicazione.
La morte delle grandi e la rinascita delle piccole!
Non credo.
non penso proprio…
saranno le grandi che diventano medie e le piccole che spariranno.
i creativi più bravi e fortunati delle piccole finiranno a fare i ree lance nelle grandi per due pere eun toszo di pane.
i più sfortunati e magari over 50 finiranno a casa.
semplice.
auguro ai creativi di united che ciò non avvenga mai. verrebbero risucchiati in quel vortice di mediocrità e insoddisfazione in cui vivono da anni in viale lancetti.
per quanto riguarda la direzione creativa, se delfino manterrà il potere decisionale, nessuno dei suoi protetti verrà toccato. continueranno a prendere stipendi scandalosi per non fare niente tutto il giorno. probabilmente avremo dei doppioni di dc, come oggi ci sono costosissimi doppioni di gm. tanto, se c’è da tagliare costi, fanno fuori i creativi che costano di più, mica ne hanno bisogno loro.
Sparo la bomba di Mosca:
United perde Vodafone e diventa Santo Italia per gestire TIM.
santissima cazzata
tim farà due spot con santo, poi tornerà a obbligare le agenzie italiane a fare le solite cagate. e le agenzie italine si scanneranno per fare queste cacate.
as usual.
vodafone above sta in united ancora per moolto.
Infatti JWT (wpp) sta lasciando andare il btl di vodafone.
E se non ricordo male di là arriva anche rodrigez.
tutto ciò mi fa pensare…
Pino Rozzi santo subito!
Caro Costa, se mai ti arrivasse ad orecchio questa preghiera, FAI UN’OPERA MISSIONARIA , TUTTO TORNA NELLA VITA . SALVA TI PREGO QUEL VIALE BUIO CHE SEMBRA ESSERE IL GIRONE DEI MANGIONI, DEI FANSCAZZISTI, DEI PALESTRATI, DEGLI ANNOIATI, DEI FURBONI CHE PER FARE BUDGET LICENZIANO QUEI POVERACCI CHE GUADAGNANO CENTESIMI (Totti insegna che i bruscolini sono quelli che valgono di piu’) RIDAI ONORE A QUELL’UOMO DI NOME DAVID (pace all’anima sua) CHE S’INVENTO’ IL 360°. FAI TORNARE OGILVY UN’AGENZIA DI PUBBLICITA’ : DEMOLISCI E RICOSTRUISCI .
ORA! E’ IL TUO MOMENTO
SIA FATTA LA TUA VOLONTA
BRIEF
amo quest’uomo.
Oh Costa, getta le reti affinché il delfino ci rimanga impigliato. Lui e la sua gente, che in nome di una misteriosa visione hanno distrutto la cultura Ogilvy.
In attesa della resurrezione SE verrà (preparo il cv).
Amen.
A SILVIA
http://www.facebook.com/photo.php?pid=3456515&id=725736325
Fai sì che il reparto mather, un tempo cuore dell’agenzia, non sia fatto da 4 persone tristi e affrante che hanno visto cacciarsi tutti i colleghi over 30 mese per mese, che hanno visto smantellare pezzo per pezzo la produzione senza mai poter dire la loro.. con la motivazione che con il digital e il wireless (citazione colta) fino & chino e il delfino ingrassano.
ma greco che dice?
non doveva essere lui con il suo reparto il motore della rinascita ogilvy?
e una coppia affiatata come geranzani/curreri cosa ne pensa della deriva digitale del trio “ino”?
No comment Senior.
ma non è nemmeno vero che negli uffici chiusi a chiave poi non si commenta .
è uno sputtanarsi a vicenda (scusa DD per il vocabolo ma questo è e nn trovo sinonimi) col bicchiere di SGNAPPA in mano si dice : ” la COLPA è sua non è la MIA, quello è uno CRETINO, NON CAPISCE UN BIPPONE, NON SA GESTIRE ecc… ” e intanto il reparto si smantella, s’impoverisce e s’indebolisce di credibilità verso quel managment che avrebbe dovuto risollevare gli animi . Purtroppo non è in grado di prendere decisioni con la propria testa , vive di consensi , sorrisi, pacche sulla spalle e tanti caffè .
Non basta avere l’età per gestire un gruppo, ci vuole ben altro .Iniziamo con l’umiltà, con la voglia di combattere fino alla fine per difendere le proprie idee e seguire l’obiettivo . Non occorre far sapere a porte aperte il parere che si ha del proprio gruppo di lavoro , bisogna forse dimostrare di essere in grado di lavorare con il gruppo e per il gruppo .
No comment ragazzi. è uno sfogo che fa un tuffo nell’acqua e sprofonda negli abissi di un lago morto.
PECCATO PER LA NUOVA COPPIA, sarebbero dovuti restare dov’erano
chissà quanto godono i transfughi a leggere queste cronache dall’oltretomba.
ironia della sorte questo management (greco e tutti quelli che finiscono per ino) si vantava di aver ereditato un’agenzia in sfacelo (!) e di volerla traghettare verso un futuro radioso.
non si può godere dell’agonia di un’agenzia e del buon nome del suo fondatore, che hanno fatto la storia della pubblicità e che oggi nel mondo sono al top, mentre in Italia è solo una realtà mediocre, fatta di persone senza classe, cuore, cervello, talento…
possiamo godere, e lo faremo, se e quando le persone che hanno riempito di vergogna il nome di Ogilvy per riempirsi le tasche e la pancia vengono epurate e sostituite da professionisti seri e ben educati… quello si…
io aspetto.
solo le tasche e la pancia o anche altri orifizi?
@ufo
di tutto e di piu’ in termini materiali
vedo che le voci girano.
speriamo siano solo voci.
si, il timone lo ha attaccato al contrario pero’ !
credo non sappiano nemmeno dell’esistenza di questo blog. forse lo scopriranno quando compirà 10 anni di vita grazie ad un annuncio su PUBBLICO.
so per certo che invertifing passa la giornata a cercare su google il suo nome per cui CIAO PAOLO
mi correggo, passa la giornata a cercare su google il suo nick per cui CIAO IABICUS
geniale !!!!!
5 anni fa feci un colloquio con uno che finisce per ino, che si lodò e imbrodò parecchio criticando la vecchia gestione e facendosi bello coi risultati della parte digitale-one.
sembrava molto su di giri circa quello che avrebbero fatto negli anni successivi.
Pingback: Costa quel che Costa. | Donald Draper
e finalmente iniziano ad arrivare buone notizie dai corridoi!
delfino se la sta facendo sotto, si sa che costa lo disprezza.
la fusione united/ogilvy è sempre meno una chiacchiera.
aspettiamo fiduciosi di vedere delfino&co uscire con uno scatolone tra le braccia e prendere la 90 per andarsene a… far danni altrove.
poi bisognerà cominciare una bonifica pesante nei reparti creativo e account per liberarli dalle vecchie cariatidi che non hanno più voglia e per iniziare a insegnare qualcosa all’orda di stagisti e junior.
forse i miei nipoti potranno godersi la scena.
io mi accontento di vedere la caduta del delfino.