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Ecco, finalmente si è guadagnato i suoi cinque minuti di celebrità. Questo è il post dove Pasquale Diaferia può continuare a parlare di Pasquale Diaferia. Tutti gli altri, invece, sono pregati di scrivere in forma anonima i loro stipendi nel post precedente. E’ una cosa che può essere importante per tutti.
D. D.
urca, vedo che ti ho proprio toccato nell’intimo.
non ti preoccupare,
ho altro da fare che occuparmi degli alcolisti anonimi.
saluti
p piccola
scusatemi , è un periodo di forte difficoltà per me. sto perdendo tanti clienti e ho una serie di problemi interni da gestire. ho sbagliato a sfogarmi su questo blog dopo aver letto dei commenti contro la mia persona.
pasquale diaferia
mmhh quasi quasi apro un blog tutto mio.
è così autigratificante
che non riesco più a smettere.
mannaggia a te DD.
pasquale-addicted-diaferia
Tanto di cappello ! ( la celebre campagna Jocca di Diaferia )
.
non sono pasquale ma siccome il giochino dell’anonimato
mi pare così affascinantemente perverso scrivo con il suo nome
povero pasquale in quale fossa dei serpenti si é infilato…
(parlate di me bene o male purché se ne parli)
onestamente non capisco il vantaggio che ci può dare
sapere quello che sappiamo già, cioè che siamo nella crisi peggiore
dal dopoguerra, siamo in una crisi epocale per la pubblicità italiana
un crocevia di cambiamenti, in cui il sistema specula
sulle nostre teste
e i più colpiti sono, siamo proprio noi, i creativi, e le fasce
più (passatemi il termine) disperate sono quelle storicamente
più deboli, i giovani e gli “anziani”
i primi sfruttati dall’eterno stage sottopagato
serbatoio di manodopera a bassissimo costo
i secondi quelli sopra i 40/50 falciati (qualcuno ha scritto)
come grano maturo
ma mentre i giovani bene o male hanno dalla loro
l’energia della loro età, e la possibilità
di volgere il loro sguardo altrove verso altri settori
o meglio ancora verso altri paesi
(consiglio strettamente personale)
gli altri sono veramente esposti al dramma se non alla tragedia,
prendo ad esempio panzeri che si è autodichiarato
uno dei creativi cult del panorama italiano di qualche
anno fa nel 2010 ha fatturato-dichiarato 0…
siamo passati dal salmone magari caviale quotidiamo
all’ imminente miseria
(auguro a lele come a me stesso ogni bene per il 2011)
la cosa che mi interesserebbe sapere caro donald
non è tanto come sia crollato (per i più) o migliorato lo stipendio
di tizio caio e sempronio
ma come è possibile per noi unirci e tutti ASSIEME aiutarci
a superare, ad andare oltre, questo pessimo momento,
considerato che siamo dei super-individualisti ego-riferiti
(e anche un pò infantili per deformazione professionale)
in un paese in un paese-sistema sciatto fatto di individualisti
ecco questo mi interesserebbe sapere, capire
se possiamo, come possiamo, secondo te secondo voi
fare del mal comune una forza, un’opportunità
grazie
il (fù mattia) pasqual
Ebbene si, lo ammetto. Per tutta la vita ho creduto di fare il lavoro migliore del mondo. Per tutta la vita ho sempre lavorato fino a sera e anche nei fine settimana e quando avevo tempo libero lo passavo con altri pubblicitari, al limite con un regista o un fotografo (pubblicitario), giusto per cambiare aria. Per anni ho prodotto annunci che avrebbero dovuto vendere prodotti e servizi a persone di cui non so un cazzo. Penso per strategie e in base a brief e uso parole come target asap ppm ceo oro a cannes short list annual e adci. Questa è la mia vita (e quella di gran parte dei pubblicitari/creativi come me). A parte questo, sono un completo inetto narcisista emotivamente immaturo e non saprei fare nient’altro. E quando non ci sarà più trippa per gatti, non sarò buono neanche a zappare la terra.
Scusate lo sfogo, ma è un momento difficile.
Ho riletto ora tutto ciò che ho scritto, anche nei post precedenti.
Chiedo scusa.
Ebbene sì, ho esagerato. Ma dovete capirmi, sono cose che capitano quando, oltre alla “p” hai anche qualcos’altro di minuscolo.
Saluti.
p minuscola.
C’è gente che scrive bene con pessimi contenuti e gente che scrive male con ottimi.
Poi c’è anche gente che non ha proprio tempo di scrivere.
Pensa a lavorare.
Sono il capo dei BABBI.
Scusate lo sfogo, ma è un momento difficile.
Dopo questo post, ho guardato i miei glutei allo specchio ed erano tutti arrossati.
Scusategli lo sfogo, ma è un momento difficile.
Nessuno che mi stimi.
Nessuno che mi paghi.
Nessuno che mi sopporti.
Scusate lo sfiga, ma è un momento difficile.
Pasquale,
scusa lo sfottò, ma è un momento difficile.
Vi prego aiutatemi.
Vi prego salvatemi.
Vi prego.
scusate lo sfottò, ma è un momento difficile.
maddai… cattivi.
pasquale diaferia: “io guadagno 200k all’anno e tu?”
pasquale diaferia: “che sfigato, io ho 200k solo di rimborsi spese!”
pasquale diaferia: “ma come fai a guadagnare più di me? siamo la stessa persona…”
pasquale diaferia: “hai ragione, ma è un momento difficile…”
se non ci fossi io questo mondo andrebbe a rotoli.
cioè va a rotoli. oh cazzo è il mio.
azz.
scusate lo sfottò, ma è un momento difficile.
Al ristorante.
Diaferia chiede il conto.
“Sono 80 euro, signore.”
“80 euro! Per un primo, un secondo, l’acqua minerale e il caffè?”
“Sì, signore, come da listino prezzi affisso all’entrata.”
“Ma mi faccia un conto da 300 euro, che se no tutti penseranno che me la passo male!”
Paga, si alza e se ne va lasciando 50 euro di mancia alla guardarobiera. Ma solo perché gli rilascia regolare ricevuta da scalare sul 740.
Donald, hai creato un mostro.
Toccatemi tutto ma non il mio p piccolo.
provo a fare il serio e così farò annoiare tutti, ma se siamo arrivati a questo punto coi clienti che tirano il collo è colpa anche dei Pasquali che gonfiavano le note spese e di tutti quelli che per girare serviva assolutamente quello scorcio di spiaggia che c’è solo a Quelpaese.
Per gli digiuni di geografia, Quelpaese è quella nazione che come minimo dista 600km da Milano.
Sapete cosa ci fa un pasquale diaferia in braccio a un altro pasquale diaferia?
Una p piccola!
Scusate la freddura, ma è un momento difficile.
Mah…