Tim e Rob Brezsny.

Nei giorni scorsi, su quotidiani nazionali come Repubblica e il Corriere, è uscita la notizia che la campagna Tim con Belen è stata un flop per cui è stata indetta una gara a sei fra Leo Burnett, LPF, Publicis, Armando Testa, Santo e Klein Russo. Tutto l’ambiente ha gridato al miracolo: finalmente la riprova che la brutta pubblicità non vende, forse cambierà qualcosa nel settore della telefonia! Il mio entusiasmo è stato frenato da tre considerazioni. La prima: perché due quotidiani di tale levatura si occupano per la prima volta di una notizia del genere? La seconda: perché gli articoli sembrano fotocopiati? La terza: perché Tim fa trapelare informazioni di questo tipo o, almeno, perché il suo ufficio stampa non corre ai ripari? Non sapendomi spiegare queste tre cose ho chiesto all’infallibile mago Rob Brezsny. La sua risposta è arrivata qualche minuto fa.

“Qianlong, il quinto imperatore della dinastia manciù Qing, soffriva di una fastidiosa forma di micosi al pube, così chiamò a corte un medico famoso che gli fece fare impacchi di peperoncino. La curà si rivelò inefficace e, anzi, la micosi si estese fino ai testicoli. Qing cacciò il medico e, per non pagarlo nonostante le lamentele, si tirò giù le mutande davanti a tutti per mostrare il danno che gli aveva procurato. Quello che voglio dire, caro pubblicitario, è che non sempre la verità è ciò che appare. Valuta se credere o no a quello che leggi. Poniti il dubbio se la notizia non sia stata fatta uscire ad arte da Tim dopo che Fabrizio Bona, il direttore delle domestic market operation consumer, gli ha fatto una causa milionaria per essere stato cacciato con ignominia in seguito ai risultati poco brillanti dei primi nove mesi del 2010. Non mi stupirei, inoltre, se l’agenzia uscente avesse nel cassetto ricerche che dimostrano che a livello di memorabilità la campagna non è stata affatto inefficace ma che evita di divulgare perché è ancora in gara”.

Questo però è quello che dice Rob Brezsny, non certo io. Sta a voi se crederci oppure no.

Tanti saluti da Bad Avenue.

D. D.

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Mi piace l’adv, ma non mi piace come s’è ridotta. Sono un Super Eroe tornato dal passato per spazzare via il presente e dare un futuro ai pubblicitari italiani. Posto ogni notte a mezzanotte e dintorni, come un Marzullo qualsiasi, solo più cattivo.
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11 Responses to Tim e Rob Brezsny.

  1. fine corsa says:

    Io ci credo. Era esattamente quello che pensavo.

  2. no future says:

    l’invito di santo non è confortante.

    poi per carità la gara tim è ridicola visto che fanno fare poi un film a uno, un film all’altro, un film a quell’altro sull’idea dell’agenzia vincente.
    parlando tecnicamente, penso che nessun sano di mente passi a vodafone perchè c’è totti o a wind per panariello e via dicendo…

    sono cmq comunicazioni simili, basate sulla commedia all’italiana più becera e truce, con dialettismi, luoghi comuni ecc…
    cisi passa perchè conviene e perchè prende.

    nello specifico tim perde clienti, se poi è vecro, perchè nn prende una fava e perchè sono un po disonesti con il cliente.

    ecco tutto. i suoi spot fanno pena come quelli dei concorrenti.

    • suzannefarrell919 says:

      Uno sano di mente non passa a Vodafone perchè c’è Totti, perchè la pubblicità non serve a niente. Totti, Panariello, Belen, e tutti insieme loro vendono mondi possibili che sedimentano l’immagine di marca nella mente dei consumatori.
      ragionando per grandi linee, al momento queste sono le immagini delle compagnie telefoniche che tu hai nominato, associate ai loro testimonial:
      VODAFONE TOTTI E ILARY: Simpatica, familiare, giovane e vicina.
      WIND- PANARIELLO INCONTRADA: Spiritosa, leggera, fresca, low budget.
      E adesso pensa a Belen, che immaginario costruisce?

      TIM- BELEN: seducente, provocante, maliziosa.

      Facciamoci delle domande di tipo strategico e di tipo creativo perchè non è vero che i testimonial sono tutti utilizzati nello stesso modo e non è vero che sonbo tutti sbagliati. Domandiamoci perchè Belen è utilizzata in questo modo dai pubblicitari che l’hanno proposta come testimonial e che poi non le hanno messo addosso abiti adeguati al suo ruolo, trasmettendo un’immagine aziendale svilente.
      Perchè da consumatore, ogni volta che vedi Belen uscire dalle acque mezza nuda e senza dire neanche una parola ti domandi: ma cosa mi stanno dicendo?

      E perchè il testimonial identifica i valori di marca con il suo personaggio, e noi lettori per quanto stupidi non ce la beviamo davvero che Tim sia seducente, provocante e desiderata.
      Forse un autogol fatto da chi, come te, crede davvero che la pubblicità non trasmetta valori di marca.
      iniziamo invece a crederci, perchè è indubbiamente vero.

  3. Pearl says:

    Veramente i quotidiani (e non solo i cronisti più beceri, ma anche Aldo Grasso sul Corriere) hanno parlato solo ed esclusivamemente di Belen testimonial, imputando alla sua figura di bad girl poco rassicurante l’inefficacia degli spot presso le famiglie. Del ruolo della creatività, dei creativi e delle agenzie non frega nulla a nessuno e nessuno se lo caga: avesse intepretato uno spot da leone d’oro a Cannes, ne avrebbero parlato negli stessi identici termini.

    • Squallor says:

      No. Ti sbagli. I quotidiani hanno parlato anche di una errato uso del testimonial. Tanto che Belen è ancora in forse. Cito repubblica: “la permanenza di Belen dipenderà dal modo in cui verrà impostata la nuova campagna.” Su repubblica.it avevo anche letto della rimozione di una grande testa dell’agenzia, ma purtroppo non riesco più a trovare l’articolo. Tra un po’ inizia SanRemo, sarebbe stupido rimuoverla proprio ora… molto più stupido che non sfruttare le polemiche sulla sua presenza all’Ariston rincarando la sua fama di “bad girl” con un falsa polemica creata ad hoc… Tra l’altro Belen è anche tra i protagonisti nel solito cinepanettone di quest’anno… scommettimo che gli stessi clienti che hanno abbandonato TIM non boicoteranno il cinema il giorno di Natale?! ;-D
      Squallor

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  5. claudia says:

    tutti contro belen e nessuno che ricorda christian

  6. Maratoneta says:

    La cosa piu’ scandalosa e’ che Rodriguez non ha mai lavorato a nulla ne si e’ mai occuapato di vincere le gare su Tim infatti si allenava almeno 6 ore giorno per la maratona di New York, come prima ancora per la maratona di Parigi. Ma lo sanno in jwt che sola hanno preso?

  7. Dandy says:

    Maratoneta: l’allenamento era di un’ora e mezza, compresa la doccia. Per il resto del tempo che citi non saprei… o ti sbagli tu, complice il risentimento, o faceva altro.
    Roby e Matta for president!

  8. Bell'an says:

    O Suzanne, tu hai ragione da vendere.
    Per fare una pubblicità così schifosa, bisogna crederci.
    Diamo il merito a quello stoccafisso di Rodriguez (non Belen) e al suo servo scemo.
    Due cerebrolesi che si divertono davvero a scrivere quelle cagate.
    E nessuno li ha fermati qui in Leo. Questo splendido entourage tutto coca, duce, ferrari e escort non ha fatto altro che riprodurre il proprio immaginario e la propria realtà.

    Meno male che è cominciato il regno di Robilio e De Matteis (dalla padella alla brace)!

  9. no future says:

    urca la turca, no, quei due no.

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