YouMark risponde a Bad Avenue.

In questo fine settimana YouMark, nella figura di Monica Lazzarotto, si è espressa molto criticamente nei nostri confronti. Ne sono scaturite reazioni forti da parte dei lettori e dei redattori. Oggi ha scritto un commento composto, per cui ho deciso di darle spazio in un post. Ho cambiato solo l’intestazione in quanto era rivolta a due singoli lettori.
Non ho intenzione di entrare in polemica diretta con YouMark, non mi interessa. Dico solo che se le fanzine di settore fossero più obiettive e critiche nell’esposizione delle notizie questo spazio non avrebbe senso di esistere. Siamo stufi di comunicati stile Unione Sovietica. Il Titanic è in rotta di collisione, questo ormai lo sappiamo tutti, per cui smettiamola di suonare i violini. O almeno, dato che questo non è possibile per evidenti ragioni economiche, gridiamo ogni tanto “attenti! l’iceberg!”

Un’ultima precisazione. Bad Avenue è un blog collettivo. Potete leggere in alto a destra chi è l’autore del singolo post. Questo per far capire a Monica Lazzarotto che io non le ho mai risposto prima d’ora, quello a cui lei si riferisce è il sanguigno e passionale Dick Whitman.

D. D.

Caro Donald Draper,

diciamola finalmente tutta la verità sulla stampa di settore, ma non solo, potete allargare il discorso alla maggior parte dei media, che per vivere hanno bisogno delle entrate pubblicitarie, ma anche di audience, perché è sul numero di lettori o telespettatori che si misura poi il valore. Insomma, le due cose vanno di pari passo auto tutelando la qualità dei contenuti che, perlomeno per il target di ognuno di questi media, sono giudicati validi, altrimenti ognuno ‘girerebbero canale’.

Per quanto riguarda youmark, poi, forse vi sfugge che è l’unico a segnalare con stellina gialla i publiredazionali. Tra l’altro, chi parla di 2000 euro a intervista è molto mal informato, avendo noi come più cara proposta commerciale una videopagina publiredazionale (le videopagine della comunicazione) on line 365 giorni l’anno per un importo pari a 4000 euro. That’s all. Provate a chiedere quanto alle agenzie costa la presenza sulle altre testate…

E d’altronde, piaccia o no, se sparissero i giornali come il nostro, dubito che i temi della comunicazione potrebbero trovare spazio altrove (fatto salvo su blog come questo, che comunque si nutrono anche delle notizie che nelle testate di settore leggono). L’ho già detto, sarò anche la peggiore, come mi definisce Laura Grazioli, ma Youmark l’ho creato proprio dopo aver lavorato in altre redazioni e, ci crediate o no, ne sono fiera. Tutto è perfettibile, ma rispetto a budget e forza lavoro a disposizione non nego orgoglio.

In ogni caso, trattasi di notizie, interviste e approfondimenti offerti gratuitamente al mercato. Liberi di connettervi o meno, così come di pagare gli abbonamenti dagli altri proposti solo per leggere.

Un unico suggerimento, leggetele veramente le testate di settore, troppo spesso, infatti, si ha l’impressione che ci si limiti a giudicarle in mucchio, senza analisi (vedi lo stesso Donald Draper che mi imputava un pezzo, quello sulla McCann da me mai scritto). Personalmente, infatti, reputo che le critiche siano assolutamente costruttive, sempre che mosse nell’ambito del buon senso e della conoscenza.

(ps: ho imparato a fare le maiuscole dopo i punti)

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Mi piace l’adv, ma non mi piace come s’è ridotta. Sono un Super Eroe tornato dal passato per spazzare via il presente e dare un futuro ai pubblicitari italiani. Posto ogni notte a mezzanotte e dintorni, come un Marzullo qualsiasi, solo più cattivo.
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One Response to YouMark risponde a Bad Avenue.

  1. laura grazioli says:

    Monica, ti ho definita “la peggiore” in merito al battibecco sulle maiuscole/minuscole, accenti ecc.. perché la tua difesa mi è parso davvero debole, immotivata: infantile. Ci tengo a precisare che leggo (spesso velocemente, dipende dagli impegni) YouMark tutte le mattine e sono contenta che venga criticato perché potrebbe continuare a migliorare. Darti addosso non significa volerti distruggere. Almeno, non da parte mia.

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